Sant’Emidio

P. Tedeschi, 1786 (Pinacoteca civica di Ascoli Piceno)

Sant’Emidio è l’evangelizzatore, il protomartire e il patrono di Ascoli Piceno, una città delle Marche.

Sant’Emidio è anche il più famoso tra i santi venerati come specifici intercessori in caso di terremoto. Il più famoso, si badi bene, ma non il primo, né l’unico.

Fin dal medioevo, infatti, si ha notizia di singole comunità che – dopo aver sperimentato gli effetti di un terremoto – decidevano di scegliere come proprio specifico protettore contro quel particolare pericolo il santo (chiunque fosse) la cui festa si celebrava nel giorno in cui era capitato il terremoto che aveva suscitato la loro preoccupazione: san Giuseppe se era successo il 19 marzo, santa Barbara se era stato il 4 dicembre e così via. Le pratiche devozionali di questo tipo sono di carattere puramente locale: il santo invocato come protettore dai terremoti dagli abitanti di Argenta (FE) dopo questo terremoto, non è lo stesso cui si rivolgono le preghiere degli abitanti di Norcia (PG) dopo quest’altro terremoto.

A partire dal Seicento cominciò, invece, ad affermarsi l’uso di invocare come protettori dal terremoto certi santi cui si attribuiva una particolare efficacia in quel preciso settore: Francesco Borgia, Filippo Neri, Nicola da Tolentino e Francesco Solano.

Questo nuovo tipo di pratica devozionale non è più motivato da circostanze specifiche proprie di una singola località/circostanza ma si ritrova attestato in luoghi e situazioni diversi. Durante i forti terremoti che colpirono l’Italia centrale nel gennaio e febbraio 1703 (il massimo evento sismico storicamente noto per l’area in questione) i santi invocati più generalmente furono proprio i quattro citati più sopra (per saperne di più…).

E’ proprio nel 1703 che si comincia a sentir parlare di sant’Emidio come di un intercessore particolarmente potente in caso di terremoto. Nel corso del Settecento e dell’Ottocento la consuetudine di invocare sant’Emidio come difensore dai terremoti si diffonderà progressivamente in Italia e nel mondo, fino a cancellare quasi del tutto il ricordo degli altri santi che, prima di lui, erano stati investiti dello stesso ruolo.

Questa perdita di memoria culturale è all’origine di alcuni curiosi fraintendimenti in cui a volte sono incappati storici dell’arte di prima grandezza e conservatori di beni culturali (per saperne di più un clic qui).

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