A margine di un terremoto notturno

E’ il 21 luglio 2013. Stanotte, alle 3.30 circa ore locali,  chi gestisce questo blog ha avvertito una scossa di terremoto piuttosto sensibile. Una volta accertato che l’evento faceva parte di una sequenza in corso da alcuni giorni al largo del Monte Conero e che non era stato tale da causare danni (qui) si sono create le condizioni di serenità spirituale favorevoli a un controllo dello stato delle conoscenze  sulla diffusione del culto di sant’Emidio dalle parti dell’area epicentrale dell’evento di  stanotte. 

Come si vede la banca dati emidiana è piuttosto ben fornita in questo caso. La  devozione per il santo protettore contro il terremoto è attestata in molte località del tratto di costa e di immediato entroterra al confine tra le province di Ancona e Macerata. Il terremoto che più ha contribuito a diffondere il culto di sant’Emidio in quest’area è quello del 24 aprile 1741 (Appennino fabrianese), che da queste parti causò danni piuttosto rilevanti.

Immagine 6In genere le più evidenti tracce del culto sono le immagini del santo esposte in chiese o altri luoghi pubblici. Tra le molte disponibili nella zona di cui ci stiamo occupando, ci sembra particolarmente degna di nota per i suoi contenuti simbolici la pala d’altare dipinta nel 1769 da Francesco Fasolilli – valente ma poco conosciuto pittore laziale – per la chiesa di San Francesco a Camerano (AN). La tela rappresenta la Traslazione della Santa Casa di Loreto con la Sacra Famiglia (Gesù Bambino, la Vergine, san Giuseppe e sant’Anna) e un gruppo di santi  particolarmente venerati per le loro doti taumaturgiche (Nicola da Tolentino, Francesco di Paola) o in qualità di protettori in ambiti specifici: Lucia (occhi), Antonio abate (animali domestici) Apollonia (denti), Biagio (gola), Andrea Avellino (morte per “accidente” cioè colpo apoplettico o ictus), Emidio (terremoti).

In pochi metri quadrati di tela dipinta questa immagine riassume le preghiere e le aspirazioni di una comunità consapevole dei tanti pericoli da cui potrebbe essere afflitta.  Ci associamo all’invocazione degli antichi abitanti di Camerano pregando la santa Vergine di Loreto, san Giuseppe, sant’Emidio e tutti i santi di intercedere per le popolazioni che hanno sperimentato in prima persona il terremoto di stanotte e per noi tutti nelle nostre vicissitudini quotidiane, affinché sappiamo affrontarle serenamente e con fermezza.
Virgo Lauretana ora pro nobis.

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