Un appello dall’Aquila

«[…] La special protezzione [sic] del glorioso s. Emidio contro i tremuoti ave stimolata questa città [di Aquila] di eleggerlo per suo protettore, e di tutta la diocesi […] siamo per tanto riverentemente ed in nome di questo Pubblico a pregare le Signorie Vostre Illustrissime acciò vogliano degnarsi aggregare [la città di Aquila] alla cittadinanza di codesta loro inclita città, sì per nostra gloria come anche per avere con più specialità la protezzione [sic] del santo contro un tanto flagello da noi sperimentato purtroppo funesto nell’anno 1703. […] Aquila 29 giugno 1731 […] Ferdinando Legnani, Lodovico Aurelij, Giacinto Benedetti, camerlengo,  ed eletti al Magistrato.» (Archivio di Stato di Ascoli Piceno, Archivio anzianale, Lettere de’ Forestieri, 1727-1742, n. 461)

Quella che avete appena letto è la prima traccia documentaria del rapporto di amicizia e fratellanza instauratosi tra Ascoli e L’Aquila fin dal lontano 1731 nel segno della comune devozione per sant’Emidio.
Sono passati trecento anni dall’inizio di questa amicizia e dalla città-sorella abruzzese ci giunge un altro messaggio che parla della difficile  situazione in cui versa una delle principali parrocchie aquilane,  a tre anni dal terremoto del 2009.
Il Parroco di San Giovanni Battista in Pile ha bisogno dell’aiuto di noi tutti per poter continuare a svolgere la sua attività pastorale nella struttura provvisoria che funge attualmente da chiesa parrocchiale. Confidando nella solidarietà della comunità emidiana vi trasmettiamo il suo appello.

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